DOMANDE FREQUENTI (FAQ)

 

L’estrazione dei denti del giudizio è un intervento doloroso? 

L’esperienza del chirurgo, associata ad una preventiva e successiva terapia farmacologica, rendono questo tipo di intervento, effettuato in anestesia locale, ben tollerato dal paziente, con un post operatorio il più delle volte privo di complicanze.

Posso usare quotidianamente il collutorio? 

Se questo è a base di clorexidina, no. È consigliato un utilizzo periodico (es. 7 giorni al mese) per evitare pigmentazioni di denti e mucose.

Cosa sono le faccette dentali?

Si tratta di restauri mini invasivi che ci consentono di migliorare l’estetica dei nostri denti e quindi del nostro sorriso. Rispetto alla metodica classica della “corona dentaria”, viene sacrificata una minore quantità di tessuto dentario, si tratta infatti di preparazioni estremamente conservative con una elevata valenza estetica. 

L’ortodonzia puó essere effettuata anche negli adulti?

Si, anche in età adulta (e quindi anche in pazienti di 40-50 anni) è possibile iniziare questo tipo di terapia, finalizzata al ripristino di una corretta occlusione e all’estetica del sorriso. Non è quindi un trattamento limitato all’età pediatrica, soprattutto grazie agli apparecchi di ultima generazione come la metodica “invisaligne”, un apparecchio “invisibile” ben tollerato dal paziente adulto.

Esiste un dentifricio specifico per il trattamento della malattia parodontale?

No, non esiste un dentifricio che presenta maggiori benefici per il trattamento di gengivite o parodontite, sono tutti analoghi e svolgono la stessa funzione.

"QUANTO COSTA UN IMPIANTO DENTALE?"

 Il costo per un intervento di Implantologia varia in base a : 

   - tipo di impianto utilizzato (marca implantare);

   - tipo di intervento (chirurgia di base o chirurgia avanzata in assenza di osso);

   - utilizzo o meno di biomateriali (costo maggiore);

   - tipo di protesi (corona/capsula) che verrà cementata/avvitata sull'impianto;

   - posizione del dente da riabilitare (la riabilitazione di un settore "estetico" - incisivi e canini superiori- necessita spesso di aggiunta di biomateriali per incremento di tessuti molli e/o tessuti duri). 

Mediamente, valutando le linee guida e il tariffario ANDI, un impianto dentale con adeguata certificazione in letteratura (non protesizzato, quindi senza corona/capsula) ha un costo che varia dai 600 ai 1.000 euro (per singolo impianto).

Un impianto completo di corona ha un prezzo che varia dai 1300 ai 2.000 euro per singolo dente.

Riabilitazioni complete di tipo fisso di arcate edentule con 6/8 impianti + la protesi hanno un costo che varia dai 6.000 ai 9.000 euro per arcata.

Sul mercato sono presenti diverse case produttrici, alcune più attente di altre alla ricerca e all’uso di materiali d’avanguardia nella costruzione degli impianti dentali. Nel nostro studio vengono usati impianti top di gamma della Straumann, la cui affidabilità è riconosciuta a livello internazionale.

"HO POCO OSSO" E NON POSSO METTERE GLI IMPIANTI, SONO COSTRETTO A METTERE UNA PROTESI MOBILE? 

Grazie alle moderne tecniche in ambito di rigenerazione ossea è quasi sempre possibile trattare deficit ossei verticali o orizzontali (soprattutto all'arcata superiore), tecniche che ci consentono di ripristinare una quantità ossea sufficiente per poter inserire un impianto che andrà a supportare una protesi di tipo fisso.

A QUANTI ANNI BISOGNA SOTTOPORSI ALLA PRIMA VISITA ODONTOIATRICA? 

La prima visita va eseguita quando tutti i denti decidui (di latte) sono presenti in bocca, quindi verso i 4 anni. La prima visita ha come obiettivi: abituare il bambino all'ambiente odontoiatrico, allo studio e al dentista; verificare lo stato di salute dentale e la regolarità di crescita delle ossa mascellari.

PERCHÈ LE DONNE IN GRAVIDANZA DEVONO SOTTOPORSI PIÙ SPESSO A CONTROLLI DAL DENTISTA? 

La maggiore quantità di mucina presente all'interno della saliva, gli squilibri ormonali ed altri fattori presenti in gravidanza fan sì che in questa fase la donna vada spesso incontro a gengiviti acute/croniche, fino a sviluppare vere e proprie manifestazioni iperproduttive del tessuto gengivale (epulide gravidica). In presenza di tali fattori è più facile che una gengivite possa evolvere in parodontite (nelle pazienti geneticamente predisposte). È consigliabile un controllo ogni 4 mesi dal dentista durante la gravidanza al fine di mantenere le gengive in condizioni di salute.

È VERO CHE LA PARODONTITE AUMENTA IL RISCHIO DI PATOLOGIE CARDIO-VASCOLARI E DI ALTRE MALATTIE SISTEMICHE?

È ormai ampiamente dimostrato come i pazienti affetti da parodontite non trattata presentino un maggior rischio di sviluppare gravi patologie sistemiche. I batteri presenti nel cavo orale possono infatti raggiungere distretti anatomici lontani (sono stati infatti rinvenuti all'interno di placche ateromasiche nella patologia aterosclerotica). Un controllo della malattia parodontale determina inoltre un miglior decorso di tali patologie. Altre patologie associate alla parodontite sono il diabete, il parto pre-termine e le endocarditi batteriche.

NOTO CHE LA GENGIVA SI STA RITIRANDO, SI TRATTA DI PARODONTITE? È POSSIBILE RECUPERARE LA GENGIVA PERSA?

Sebbene la recessione gengivale rappresenti un segno clinico della parodontite, non tutte le recessioni gengivali sono un campanello d'allarme di tale patologia.  Esistono alcune recessioni gengivali (dette "da trauma") che insorgono in pazienti che non hanno la parodontite ma solo un "biotipo" gengivale sottile, per cui l'infiammazione indotta dalla placca o il trauma causato dalle setole dure di uno spazzolino, possono determinare la perdita del tessuto gengivale. Grazie alle moderne tecniche di chirurgia plastica parodontale, in questo tipo di recessioni, è possibile rigenerare il tessuto gengivale perso.


HO PERSO I DENTI PER PARODONTITE E SONO FUMATORE, POSSO METTERE GLI IMPIANTI?

Nei pazienti parodontopatici e in tutti quelli esposti ad altri fattori di rischio, si puo' effettuare una terapia implantare, a patto che tali fattori vengano messi sotto controllo (ridurre il numero di sigarette fumate nell'arco delle 24 ore, controllare i fattori causali della parodontite quali placca e tartaro, controllare patologie sistemiche come il diabete). l'implantologia darà anche in questi pazienti, una volta messi sotto controllo, ottimi risultati a lungo termine.

La pulizia dei denti fatta troppo spesso fa male?

La pulizia dei denti, sovra o sotto gengivale, si deve effettuare ogni qual volta ci sia la necessità (infiammazione gengivale),  paradossalmente potrebbe essere fatta anche una volta al mese, se necessario, in quanto il fine è eliminare placca e tartaro, per cui va fatta ogni qual volta questi fattori irritativi locali siano presenti. Da non confondere con lo sbiancamento dentale , trattamento prettamente cosmetico con fini estetici, che non deve essere effettuato più di due volte l’anno per evitare il fenomeno dell' ipersensibilità dentinale.
 

Ogni quanto tempo va fatta quindi la pulizia dei denti?

Dipende da diversi fattori, in primis dalla suscettibilità del paziente alla malattia parodontale, se è un paziente portatore di impianti dentali, di apparecchi ortodontici, dalla sua compliance (la sua totale adesione/ coinvolgimento alla terapia) , dalla sua capacità di praticare una adeguata igiene orale domiciliare. In media ogni 4 mesi nei pazienti parodontopatici o nei pazienti portatori di apparecchiature ortodontiche, 6 mesi nei pazienti parodontalmente sani, una volta l'anno nei pazienti pediatrici.

Ho fatto la pulizia dei denti e poi questi si sono iniziati a muovere, come mai?

In parodontiti avanzate, inizialmente i denti sono "bloccati" dal tartaro, per cui una sua rimozione (NECESSARIA PER NON PERDERE I DENTI E FASE FONDAMENTALE DELLA TERAPIA PARODONTALE) può mostrare la reale mobilità e il reale stato del dente.

E’ normale avere i denti più sensibili dopo il trattamento parodontale?

Si, è normale avere una lieve ipersensibilità nelle prime settimane successive al trattamento, soprattutto dopo la regressione dell'infiammazione gengivale che fa si che la gengiva si "sgonfi" esponendo, in alcuni pazienti, la parte più sensibile del dente.Un trattamento prolungato con collutori desensibilizzanti aiuta a risolvere questo problema.

La terapia laser ha benefici sulla parodontite?

No, secondo le linee guida della Società Italiana di Parodontologia e dell'Accademia Americana il laser non trova indicazione in terapia parodontale.

Che cos’è il rigetto dell’impianto?

L'impianto dentale una volta inserito deve "osteointegrarsi". Il processo di osteointegrazione dura dai 2 ai 4 mesi e affinché tale processo si completi l'impianto non deve subire traumi masticatori. Il "rigetto" dell'impianto si traduce con una mancata osteointegrazione dell'impianto nei primi 3 mesi dopo il suo inserimento se quest'ultimo subisce i traumi descritti. Se invece l'impianto non viene sollecitato da forze eccessive la sua integrazione nell'osso sarà certa e completa.

E’ normale che le gengive sanguinano?

NO, il sanguinamento gengivale è indice di patologia gengivale, va quindi indicato se si tratti di una parodontite o di una più semplice gengivite. In ogni caso il sanguinamento gengivale è sinonimo di infiammazione, e va trattato con la specifica terapia.


La parodontite è' una malattia contagiosa?

No, sebbene su base infettiva, la parodontite non è una malattia contagiosa.

L’implantologia è la soluzione alla parodontite?

No, l'implantologia serve a sostituire denti mancanti, non denti parodontopatici recuperabili. Oltretutto la parodontite presenta una base genetica, per cui il pz affetto da parodontite che sostituisce i suoi denti con gli impianti, sarà esposto ad una analoga patologia che prende il nome di perimplantite e che porta alla perdita dell'impianto. Un paziente affetto da parodontite può sottoporsi a terapia impiantare solo se viene messa sotto controllo la malattia parodontale.


Estrarre tutti i denti parodontopatici e inserire 4 o 6 impianti e una protesi a carico immediato?

Non è una terapia corretta, può esserlo in rari casi ma il più delle volte , soprattutto nei pazienti parodontopatici, è soluzione migliore aspettare i tempi di guarigione post estrattivi, dividere le estrazioni in più sedute,evitare di applicare protesi a carico immediato con flange (molto simili alle dentiere) che impediscono la corretta detersione degli impianti.


Soffro di alitosi, è possibile risolvere il problema?

L’alitosi è un problema molto diffuso, la cui causa è il più delle volte molto semplice da identificare ed eliminare. E’ evidente come la mancata rimozione di placca e tartaro possa determinare la formazione e la proliferazione di alcune specie batteriche il cui metabolismo determina la formazione di prodotti solfurei che causano l’alitosi.Da ciò si evince come la rimozione di tali depositi , associata all’utilizzo di alcuni agenti chimici antiplacca (collutori) possa migliorare notevolmente, fino ad una sua completa risoluzione, il problema dell’alitosi.Anche un odontoiatria scorretta, la presenza di residui radicolari, ottavi inclusi, possono essere causa di alitosi.

Spazzolino elettrico o manuale?

Lo spazzolino ideale è quello che consente un facile impiego e una corretta eliminazione della placca. Se un paziente ha sempre utilizzato lo spazzolino manuale in modo efficace, non ha motivo di passare ad uno spazzolino elettrico. Quest’ultimo è utile per tutti coloro che possono avere difficoltà nell’uso dello spazzolino manuale (bambini, anziani, pazienti con limitate capacità cognitive-motorie).